i colori del rastafarianesimo

Rastafarianesimo: significato, principi e il ruolo della ganja

Il rastafarianesimo è un movimento religioso e culturale nato in Giamaica negli anni Trenta del Novecento, che riconosce nell'imperatore d'Etiopia Haile Selassie I una figura sacra e guarda all'Africa come terra promessa.

La ganja, cioè la cannabis, per molti rastafariani è un sacramento: si usa per la meditazione e la preghiera, non per divertimento. Non tutti i rasta però la usano, e la fede è molto più ampia di questo aspetto.

Qualche cliente ci ha chiesto cosa rappresentino davvero i colori rosso, oro e verde o quale sia il significato della parola “Jah”. Nel nostro negozio di Milano, nel quartiere Bovisa, capita spesso che una semplice domanda diventi l’occasione per condividere conoscenze e approfondire insieme nuovi argomenti. Da qui nasce il desiderio di raccontare qualcosa sul rastafarianesimo, con la curiosità di chi vuole conoscere e il rispetto che ogni fede merita.

Rastafarianesimo: che cos'è e cosa significa il nome

Il rastafarianesimo, o Rastafari come preferiscono dire molti fedeli, è una fede di radice biblica che legge la storia della diaspora africana come un esilio. L'Enciclopedia Britannica lo definisce un movimento religioso e politico nato in Giamaica negli anni Trenta e poi adottato da molti gruppi nel mondo.

Non esiste una chiesa centrale né un unico testo sacro: ci sono comunità diverse, che condividono alcuni principi e interpretano la Bibbia in modo selettivo.

Rastafari significato: da Ras Tafari a Haile Selassie

Il nome viene da Ras Tafari Makonnen, il nome dell'imperatore prima dell'incoronazione. "Ras" è un titolo nobiliare etiope e "Tafari" era il suo nome personale. Il 2 novembre 1930 Ras Tafari fu incoronato imperatore d'Etiopia con il nome di Haile Selassie I. Per molti giamaicani di origine africana quell'incoronazione di un re nero, discendente secondo la tradizione etiope della stirpe di re Salomone, apparve come il compimento di una profezia.

Le origini: Giamaica, anni Trenta

Il terreno era stato preparato dal pensiero panafricano. Marcus Garvey, giamaicano, fondatore della Universal Negro Improvement Association, invitava i neri della diaspora a guardare all'Africa con orgoglio. A lui viene attribuita la frase "Guardate all'Africa, dove sarà incoronato un re nero": il condizionale è d'obbligo, perché la citazione è riportata come tradizione. Garvey è considerato un precursore del movimento.

le origini del rastafarianesimo

Leonard Howell e la comunità di Pinnacle

Il primo grande predicatore fu Leonard Howell, ex membro dell'associazione di Garvey. Tornato in Giamaica nel 1932, raccolse molti seguaci e intorno al 1935 pubblicò "The Promise Key", uno dei primi testi del movimento. Nel 1940 fondò Pinnacle, una comunità rurale sulle colline di Saint Catherine. Pinnacle subì diverse incursioni della polizia: nel maggio 1954 oltre cento residenti furono arrestati e la comunità di fatto smantellata.

La visita di Haile Selassie e la morte nel 1975

Nell'aprile 1966 Haile Selassie visitò la Giamaica: un momento che i rastafariani ricordano ancora oggi. L'imperatore, che si descriveva come un cristiano devoto, in un'intervista del 1967 disse di essere "un uomo, mortale". Morì il 27 agosto 1975. La sua morte aprì una crisi di fede: alcuni fedeli non la accettano, altri ritengono che la sua essenza spirituale sia sopravvissuta, altri ancora lo vedono come una personificazione di Jah più che come Dio in persona.

I principi del rastafarianesimo

Ogni comunità ha le sue sfumature, ma alcune parole tornano sempre.

i colori dei principi rastafari
Concetto Cosa significa
Jah Dio. Molti rasta vedono in Haile Selassie il Messia o la seconda venuta di Cristo, non tutti
I and I La coscienza mistica dell'unione tra sé e Jah
Babylon Il mondo oppressivo in cui i rasta si sentono esuli
Zion La terra promessa, identificata con l'Etiopia e con l'Africa
Rimpatrio Il ritorno, fisico o spirituale, in Africa. Haile Selassie concesse terre a Shashamane, in Etiopia, per chi voleva tornare
Livity Lo stile di vita rasta nel suo insieme: alimentazione, aspetto, rapporto con la natura

Dreadlocks, ital e i colori rosso, oro e verde

I dreadlocks, i capelli lasciati crescere senza pettine, sono legati al voto di nazireato descritto nella Bibbia (Numeri, capitolo 6). Sono una scelta personale, non un obbligo: molti rastafariani non li portano.

L'ital è il modo di mangiare rasta: cibo naturale, spesso vegetale, nel rispetto delle regole alimentari del Levitico, che escludono per esempio la carne di maiale. Rosso, oro e verde sono i colori della bandiera etiope; la Britannica ricorda che spesso si aggiunge il nero e li collega a sangue, natura, regalità e identità africana. Il Leone di Giuda, simbolo dell'imperatore, compare su bandiere e tessuti.

Il ruolo della ganja nel rastafarianesimo

Per molti rastafariani la ganja è un'erba sacra. La Britannica spiega che viene fumata per raggiungere una migliore "itation", cioè meditazione, con Jah. Si condivide durante i momenti di preghiera e di confronto, i "reasoning", in cui i fedeli discutono dei principi della fede e dell'attualità, e durante le grandi celebrazioni chiamate groundation. Spesso si usa una pipa ad acqua chiamata chalice.

Perché la ganja è considerata sacra

I rasta richiamano passi della Genesi, dei Salmi e dell'Apocalisse, in cui si parla delle erbe donate all'uomo e dell'albero della vita. Una tradizione racconta che la ganja sarebbe cresciuta sulla tomba di re Salomone.

Due precisazioni importanti. La prima: l'uso è rituale e meditativo, e la stessa tradizione predica l'astensione dall'ubriachezza. La seconda: non tutti i rastafariani usano la ganja.

La ganja e la legge: Giamaica e Italia

In Giamaica il Dangerous Drugs (Amendment) Act, in vigore dal 15 aprile 2015, ha reso il possesso fino a due once non più un reato da tribunale ma un illecito sanzionato con una multa, e consente ai rastafariani l'uso sacramentale nei luoghi di culto registrati e negli eventi religiosi autorizzati.

In Italia non esiste un'eccezione religiosa. Nel 2008 la Corte di Cassazione (sezione VI, sentenza n. 28720) annullò con rinvio una condanna per spaccio di un fedele rastafariano che deteneva circa un etto di marijuana: il giudice, disse la Corte, deve valutare tutte le circostanze, compresa la pratica religiosa, per capire se la detenzione sia per uso personale. Non ha legalizzato nulla. Per il quadro attuale sulla canapa in Italia trovi tutto nella nostra guida sulla cannabis legale in Italia nel 2026.

Le mansions: Nyabinghi, Bobo Shanti e Dodici Tribù d'Israele

Le "mansions" sono le principali correnti del movimento: condividono la fede in Jah, con regole diverse.

richiamo alle cerimonie Nyabinghi rastafari
  • Nyabinghi: si collega ai gruppi di fine anni Quaranta come la Youth Black Faith, nata a Kingston. Il nome richiama le cerimonie notturne di tamburi e canti.
  • Bobo Shanti (Bobo Ashanti): fondata nel 1958 da Prince Emmanuel Charles Edwards. Prevede una certa separazione dalla società e regole rigorose su alimentazione e ruoli tra uomini e donne.
  • Dodici Tribù d'Israele: fondata nel 1968 da Vernon Carrington, detto Prophet Gad.

Secondo History.com, nel 2012 i rastafariani nel mondo erano stimati intorno al milione.

Reggae e Bob Marley: come il messaggio è arrivato nel mondo

Il reggae è cresciuto dentro il movimento e lo ha portato ovunque. Bob Marley, convertito a Rastafari, ne è diventato l'ambasciatore più famoso. Abbiamo raccontato la sua storia in Bob Marley e la cannabis, e altri protagonisti nella nostra galleria dei personaggi della cultura della cannabis. Se ti incuriosisce il legame tra la pianta e il sacro, leggi anche Cannabis e spiritualità, mentre per la storia più lunga c'è la nostra storia della canapa.

Domande frequenti

Cosa vuol dire Rastafari?

Viene da Ras Tafari Makonnen, il nome dell'imperatore d'Etiopia Haile Selassie I prima dell'incoronazione del 1930. "Ras" è un titolo nobiliare etiope.

Chi è Jah per i rastafariani?

Jah è Dio. Molti rasta vedono in Haile Selassie la seconda venuta di Cristo, altri lo considerano un messaggero o una personificazione di Jah.

Tutti i rastafariani fumano ganja?

No. Per molti è un sacramento usato nella meditazione e nella preghiera, ma non tutti la usano e non è una condizione per far parte del movimento.

I dreadlocks sono obbligatori?

No. Sono legati al voto biblico di nazireato, ma restano una scelta personale e molti rastafariani non li portano.

In Italia un rastafariano può detenere cannabis per motivi religiosi?

No, non esiste un'eccezione religiosa. Nel 2008 la Cassazione ha solo chiesto ai giudici di considerare anche la pratica religiosa per valutare l'uso personale.

Fonti

Questo articolo ha uno scopo divulgativo e culturale e non costituisce consulenza legale né un invito al consumo di sostanze. Le norme citate possono cambiare nel tempo.

Revisione: staff Mister Canapa, Milano Bovisa.