C'è una pianta che ha accompagnato l'umanità per oltre diecimila anni — prima che esistesse la scrittura, prima delle piramidi, prima di Roma. Ha vestito marinai e contadini, guarito malati, illuminato lampade, costruito corde per le navi che hanno attraversato gli oceani. Poi, in meno di trent'anni nel Novecento, è diventata illegale in quasi tutto il mondo. Questa è la storia della canapa — una delle storie più straordinarie e paradossali del rapporto tra gli esseri umani e il regno vegetale.
Le origini: Asia Centrale, 10.000 anni fa
I reperti più antichi di utilizzo della canapa risalgono a circa 10.000 anni fa nella regione che oggi corrisponde alla Cina nordoccidentale e all'Asia Centrale. Corde in fibra di canapa, frammenti di tessuto, semi carbonizzati: la pianta era già pienamente integrata nella vita quotidiana delle prime comunità agricole sedentarie.
In Cina, la canapa è documentata come coltura intenzionale già nel IV millennio a.C. Il "Pen Ts'ao Ching", considerato il più antico trattato di medicina cinese, attribuito all'imperatore leggendario Shen Nong (circa 2700 a.C.), cita la canapa come rimedio per oltre cento condizioni cliniche diverse — dalla gotta alla malaria, dall'assenza mestruale alla distrazione mentale. I semi erano consumati come alimento; le fibre usate per tessere abiti, reti da pesca e corde; l'olio per le lampade.
Non si tratta di un uso marginale o rituale: la canapa era una coltura essenziale, il tipo di pianta attorno a cui si organizza un'economia agricola intera.
L'India e l'uso rituale: il bhang e l'Atharva Veda
Parallelamente alla Cina, la canapa si diffonde nel subcontinente indiano almeno dal 2000-1400 a.C., dove assume anche una dimensione sacra e rituale. L'Atharva Veda, uno dei quattro testi sacri dell'induismo, la cita tra le cinque piante sacre — "una fonte di felicità, donatrice di gioia, liberatrice".
Il bhang — una preparazione a base di foglie e infiorescenze di canapa mescolate con latte, spezie e miele — è documentato come bevanda rituale e medicinale fin dall'antichità indiana e viene consumato ancora oggi durante alcune festività induiste, legalmente e con radicata tradizione culturale.
In India si distingueva già nell'antichità tra diverse preparazioni con potenza e uso diverso: il bhang (foglie, meno potente), il ganja (infiorescenze), il charas (resina). Una sofisticazione farmacologica che precede di millenni la chimica moderna.
Il Mediterraneo antico: dall'Egitto ai Greci fino a Roma
La canapa raggiunge il Medio Oriente e il Mediterraneo attraverso le rotte commerciali. Reperti di fibra di canapa sono stati trovati in tombe egizie risalenti al 1000 a.C. circa. Erodoto, nel V secolo a.C., descrive con precisione i popoli Sciti che usavano i semi di canapa in rituali di purificazione, riscaldandoli su pietre incandescenti in tende chiuse — una descrizione che corrisponde chiaramente a un uso per inalazione dei vapori.
I Greci usavano la canapa principalmente per le fibre — vele, corde, abiti — ma ne documentano anche gli usi medici. Dioscoride, medico greco del I secolo d.C., descrive la canapa nel De Materia Medica come utile per il dolore alle orecchie e come antinfiammatorio.
Roma eredita e amplifica l'uso della canapa. Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia descrive la coltivazione e le proprietà della pianta. Le vele delle navi romane, le corde dei cantieri militari, gli abiti delle legioni — tutto dipendeva in parte significativa dalla canapa. L'economia imperiale di Roma non avrebbe potuto funzionare senza di essa.
Il Medioevo europeo: la canapa come infrastruttura civile
Nel Medioevo europeo la canapa è onnipresente. Non come pianta esotica o medicinale, ma come materia prima fondamentale dell'economia rurale. In Italia — dove la coltivazione raggiungerà il suo apice tra il XVI e il XIX secolo — la canapa è la base di un intero sistema di produzione tessile locale: dalle corde dei campanili alle vesti dei monaci, dalle reti dei pescatori adriatici ai teloni delle balle di grano.
La carta di canapa — inventata in Cina e portata in Europa attraverso il mondo arabo — rivoluziona la comunicazione scritta prima ancora della stampa. I manoscritti medievali, i codici miniati nei monasteri, le prime carte geografiche: scritti su carta di canapa. Quando Gutenberg inventa la stampa a caratteri mobili nel 1450, le prime Bibbie vengono stampate su carta prodotta dalla pianta.
L'età delle scoperte: la canapa sulle navi che hanno cambiato il mondo
È impossibile raccontare la storia dell'esplorazione europea senza la canapa. Le navi di Colombo, di Magellano, di Vasco da Gama navigavano grazie a essa: le vele, le corde, i calafati, le reti erano tutti prodotti dalla fibra di canapa. Una singola nave da guerra del XVI secolo richiedeva fino a 80 tonnellate di canapa per la sua attrezzatura.
Le potenze marittime europee — Spagna, Portogallo, Olanda, Inghilterra — competevano per assicurarsi forniture di canapa dalle regioni produttrici. La Russia zarista, con le sue vastissime pianure coltivate a canapa, era il principale fornitore dell'Europa occidentale. Il controllo delle rotte commerciali della canapa era una questione di sicurezza nazionale.
Quando gli europei colonizzarono le Americhe, portarono con sé i semi di canapa. In Virginia, nel 1619, la coltivazione della canapa era obbligatoria per legge per i coloni. Le prime bozze della Dichiarazione di Indipendenza americana furono scritte su carta di canapa.
Il XIX secolo: la chimica, il cotone e il primo inizio della fine
La rivoluzione industriale porta con sé due fenomeni che cominciano a erodere il dominio secolare della canapa. Il primo è l'ascesa del cotone, resa possibile dalla diffusione delle piantagioni schiaviste nel Sud degli Stati Uniti e dalla meccanizzazione della filatura. Il cotone è più facile da lavorare con le macchine; la fibra di canapa, più resistente ma meno gestibile industrialmente, inizia a perdere quote di mercato nel tessile.
Il secondo è lo sviluppo della chimica organica. L'industria farmaceutica nascente inizia a produrre derivati di sintesi che sostituiscono progressivamente i rimedi vegetali tradizionali — inclusi i preparati a base di canapa che erano stati in farmacia per secoli.
La canapa non scompare — è ancora la base delle industrie navali e cartarie — ma il suo dominio assoluto inizia a vacillare.
Il Novecento e il proibizionismo: come una pianta millenaria è diventata illegale
La storia del proibizionismo della cannabis è complessa, controversa e ancora oggetto di studio storico. I fattori che convergono nella prima metà del Novecento sono molteplici.
Negli Stati Uniti, la campagna contro la "marijuana" — termine introdotto deliberatamente per associare la pianta alla popolazione messicana immigrata — viene portata avanti negli anni '30 da Harry Anslinger, primo commissario del Federal Bureau of Narcotics. La narrazione che costruisce è quella della pianta che rende "pazzi" e violenti i suoi consumatori, con un esplicito tono razzista verso le minoranze che la usavano. Nel 1937 il Marihuana Tax Act di fatto la proibisce a livello federale.
Nel 1961 la Convenzione Unica sulle Sostanze Stupefacenti delle Nazioni Unite inserisce la cannabis nelle liste delle sostanze controllate, esportando il modello proibizionista americano in quasi tutto il mondo. L'Italia vi aderisce. In pochi decenni, una pianta coltivata per diecimila anni diventa illegale sulla quasi totalità del pianeta.
Le ragioni economiche non sono mai state del tutto assenti dal quadro: l'industria petrolifera nascente, quella della cellulosa e della carta da legno, quella delle fibre sintetiche avevano tutto l'interesse a eliminare una concorrente naturale che poteva soddisfare molti degli stessi bisogni.
La rinascita: dalla Legge 242/2016 ai giorni nostri
Dopo decenni di proibizionismo assoluto, il ciclo sta girando. La ricerca scientifica sui cannabinoidi esplode negli anni '90 con la scoperta del sistema endocannabinoide. I movimenti per la legalizzazione guadagnano massa critica in Europa e nelle Americhe. Il Canada legalizza la cannabis ricreativa nel 2018. La Germania nel 2024. La Svizzera avvia programmi pilota.
In Italia, la Legge 242/2016 riapre la porta alla coltivazione della canapa industriale e, per interpretazione normativa, al mercato della cannabis light. Un mercato che in pochi anni ha creato migliaia di posti di lavoro e centinaia di milioni di euro di fatturato — prima che il Decreto Sicurezza del 2025 ne interrompesse bruscamente la crescita.
La storia della canapa non è finita. È in uno dei suoi momenti di transizione più acuti — come lo fu tra il XIX e il XX secolo. Con una differenza: oggi sappiamo molto di più sulla pianta, sui suoi principi attivi, sui suoi usi potenziali in medicina, in edilizia, in agricoltura rigenerativa. E quella conoscenza è difficile da ignorare ancora a lungo.
→ La storia della canapa in Italia: Cannabis light in Italia: storia di un mercato dal 2016 ad oggi
→ Gli usi sostenibili della canapa: 15 modi in cui la canapa può cambiare il mondo
→ Il libro sulla storia della canapa: Canapa. Una storia incredibile di Matteo Gracis
Domande frequenti sulla storia della canapa
Da quando viene coltivata la canapa?
I reperti più antichi di utilizzo intenzionale della canapa risalgono a circa 10.000 anni fa in Asia Centrale e Cina. È una delle piante coltivate più antiche della storia umana — probabilmente tra le prime ad essere coltivate deliberatamente dall'uomo dopo la transizione al neolitico.
Quando è diventata illegale la cannabis?
Il processo di proibizionismo inizia negli Stati Uniti negli anni '30 del Novecento con il Marihuana Tax Act del 1937, promosso da Harry Anslinger. La proibizione diventa globale con la Convenzione Unica sulle Sostanze Stupefacenti dell'ONU del 1961, che inserisce la cannabis nelle liste internazionali delle sostanze controllate.
La canapa e la marijuana sono la stessa pianta?
Appartengono alla stessa specie botanica — Cannabis sativa L. — ma sono varietà selezionate per scopi diversi. La canapa industriale è selezionata per avere bassissimi contenuti di THC (il principio psicoattivo) e alti contenuti di fibre e semi. La marijuana è selezionata per avere alti contenuti di THC. La distinzione legale moderna si basa principalmente sulla soglia di THC.
Perché la canapa era così importante nella storia?
La canapa offriva fibre resistenti per corde, vele e tessuti; semi ricchi di proteine e acidi grassi essenziali per l'alimentazione; olio per le lampade; carta per la scrittura; principi attivi per la medicina. Era una pianta che soddisfaceva contemporaneamente bisogni primari di più settori economici — un'utilità polivalente che nessun'altra pianta eguagliava.
Questo articolo ha scopo puramente informativo e storico-divulgativo. Le informazioni storiche sono tratte da fonti accademiche e pubblicazioni specializzate sulla storia della Cannabis sativa L.

