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CBD per uso orale e tabella stupefacenti: cronologia dei decreti e dei ricorsi (2020-2026)

Dal 2020 a oggi il CBD per uso orale è entrato e uscito più volte dalla tabella dei medicinali stupefacenti, tra decreti, sospensioni, sentenze e ricorsi. Chi non ha seguito ogni passaggio fa fatica a capire a che punto siamo, e i titoli di giornale non aiutano. Qui mettiamo in fila i fatti, dal primo decreto fino al rinvio alla Corte di giustizia UE dell'agosto 2026.

Di cosa stiamo parlando

I decreti del Ministero della Salute non dicono che il CBD sia una droga. Inseriscono le composizioni per uso orale di cannabidiolo ottenuto da estratti di cannabis nella Tabella dei medicinali, sezione B, del Testo unico sugli stupefacenti. In pratica, oli, gocce e capsule di CBD naturale da assumere per bocca potrebbero essere venduti solo in farmacia, con ricetta medica non ripetibile. Restano fuori il CBD sintetico, i cosmetici e la cannabis light, che segue una storia diversa, raccontata nella storia normativa della cannabis light.

Il punto di partenza scientifico va ricordato: nel 2018 l'Organizzazione mondiale della sanità ha concluso che il CBD non mostra potenziale di abuso o dipendenza, e nel 2020 la Corte di giustizia UE, con la sentenza Kanavape (C-663/18), ha stabilito che il CBD non è uno stupefacente ai sensi delle convenzioni internazionali.

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2020: il primo decreto, sospeso dopo quattro settimane

Con il decreto del 1° ottobre 2020 il Ministero della Salute inserisce per la prima volta le composizioni orali di CBD nella Tabella dei medicinali. Dopo le proteste del settore e dei pazienti, il 28 ottobre 2020 lo stesso Ministero lo sospende, in attesa di ulteriori approfondimenti tecnico-scientifici. La sospensione dura quasi tre anni.

2023: la revoca della sospensione e il primo stop del TAR

Con il decreto del 7 agosto 2023, pubblicato in Gazzetta il 21 agosto, il Ministero revoca la sospensione: dal 20 settembre 2023 le composizioni orali di CBD entrano nella tabella. Negozi e pazienti vanno nel panico, anche per la confusione dei media, che arrivano a scrivere che la cannabis light si sarebbe trovata solo in farmacia.

L'associazione Imprenditori Canapa Italia ricorre al TAR del Lazio, che il 5 ottobre 2023 sospende il decreto in via d'urgenza e il 24 ottobre conferma la sospensione, rilevando carenze nell'istruttoria e nella motivazione sui presunti rischi di dipendenza. L'udienza di merito, fissata a gennaio 2024, viene rinviata in attesa del parere dell'Istituto Superiore di Sanità.

2024: il nuovo decreto e la nuova sospensione

Con il decreto del 27 giugno 2024, pubblicato in Gazzetta il 6 luglio, il Ministero ripropone l'inserimento in tabella, questa volta con i pareri dell'Istituto Superiore di Sanità e del Consiglio Superiore di Sanità. Secondo le associazioni di settore, l'Italia diventa così l'unico Paese europeo a trattare il CBD orale come un medicinale con stupefacenti. Il TAR del Lazio sospende anche questo decreto l'11 settembre 2024 e conferma la sospensione in camera di consiglio a ottobre.

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2025: il TAR respinge i ricorsi, il Consiglio di Stato sospende

Il 16 aprile 2025 il TAR del Lazio, con la sentenza di merito, respinge i ricorsi delle associazioni e delle aziende. I giudici si richiamano al principio di precauzione: secondo il TAR non è necessario dimostrare la presenza di THC in tutte le preparazioni, basta un rischio potenziale per la salute pubblica. La sentenza viene criticata dalle associazioni di settore e da diversi giuristi, che contestano l'assenza di prove su un concreto rischio di dipendenza, presupposto richiesto dalla legge per l'inserimento in tabella.

Le associazioni impugnano la sentenza e a metà dicembre 2025 il Consiglio di Stato la sospende in via cautelare, citando il grave pregiudizio economico e occupazionale per il settore.

Il contesto europeo

Mentre l'Italia discuteva di tabelle, in Europa il CBD veniva valutato come novel food: a febbraio 2026 l'EFSA ha indicato un livello di sicurezza provvisorio per ipotetici integratori a base di CBD purissimo, non ancora autorizzati. Sul fronte opposto, nel 2025 l'agenzia francese ANSES ha proposto all'Agenzia europea per le sostanze chimiche di classificare il CBD come presunto tossico per la riproduzione; la proposta è stata in consultazione pubblica da marzo a maggio 2025 ed è in attesa del parere del comitato scientifico dell'ECHA.

2026: la parola alla Corte di giustizia UE

Dopo l'udienza di merito di maggio 2026, il Consiglio di Stato ha deciso di non chiudere la partita da solo. Con un'ordinanza pubblicata il 3 agosto 2026 ha rinviato la questione alla Corte di giustizia dell'Unione europea, con cinque domande che riguardano il principio di precauzione, la proporzionalità del divieto di libera vendita e la compatibilità della classificazione del CBD orale con il diritto europeo. In attesa della risposta, che di solito arriva dopo uno o due anni, il quadro resta aperto.

Cosa significa oggi per chi acquista olio CBD

Gli oli CBD che trovi da Mister Canapa sono prodotti cosmetici, per uso topico esterno, notificati come tali sul portale europeo dei cosmetici. Non sono composizioni per uso orale e non sono destinati a essere ingeriti: per questo non rientrano nei decreti di cui abbiamo parlato. Su concentrazioni, differenze tra full spectrum, broad spectrum e isolato e su come leggere le analisi, trovi tutto nella nostra guida all'olio CBD e nella guida all'acquisto del CBD. Per il quadro generale su cosa è permesso oggi c'è la guida sulla cannabis legale in Italia.

Domande frequenti

Il CBD è uno stupefacente in Italia?

No. I decreti riguardano solo le composizioni per uso orale di CBD ottenuto da estratti di cannabis, inserite nella tabella dei medicinali. Il CBD come molecola non è uno stupefacente, come hanno riconosciuto l'OMS e la Corte di giustizia UE.

Il decreto sul CBD orale è in vigore?

La sentenza del TAR che lo riteneva legittimo è stata sospesa dal Consiglio di Stato a dicembre 2025, e ad agosto 2026 la questione è stata rinviata alla Corte di giustizia UE. Il quadro è ancora aperto.

I cosmetici al CBD sono interessati dal decreto?

No. Il decreto riguarda solo le composizioni per uso orale; i cosmetici conformi al regolamento europeo seguono le loro regole.

Quando ci sarà una decisione definitiva?

Dopo la sentenza della Corte di giustizia UE, il Consiglio di Stato dovrà decidere tenendo conto della risposta. I tempi medi sono di uno o due anni.

Questo articolo ha scopo informativo e di cronaca e non è una consulenza legale. Gli oli CBD venduti da Mister Canapa sono cosmetici per uso esterno e non sono destinati all'assunzione orale.

Revisione: staff Mister Canapa, Milano Bovisa.