Chi si avvicina al CBD per la prima volta prima o poi si chiede: "Ma è sicuro? Ha effetti collaterali?". Sono domande giuste. Il CBD è stato studiato parecchio, anche dall'Organizzazione mondiale della sanità e dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare, e qui proviamo a rispondere con quello che dicono gli studi e le autorità sanitarie.
Cosa dice l'Organizzazione mondiale della sanità
Nel 2018 il comitato di esperti sulle dipendenze dell'OMS ha pubblicato una revisione critica sul cannabidiolo. Le conclusioni principali sono due: il CBD non mostra un potenziale di abuso o di dipendenza nell'uomo, e in generale ha un buon profilo di tollerabilità. Per questo l'OMS non ne ha raccomandato l'inserimento tra le sostanze controllate a livello internazionale. La revisione riporta comunque gli effetti indesiderati osservati negli studi clinici, che vale la pena conoscere.
Gli effetti indesiderati osservati negli studi
Le informazioni più dettagliate arrivano dagli studi clinici sul farmaco a base di CBD purificato approvato per alcune forme rare di epilessia, dove si usano dosi molto alte, molto superiori a quelle tipiche dei prodotti di consumo. In questi studi gli effetti indesiderati più frequenti sono stati:
- sonnolenza e stanchezza;
- diminuzione dell'appetito;
- diarrea e disturbi gastrointestinali;
- aumento degli enzimi del fegato (transaminasi), soprattutto in chi assumeva anche valproato.
Sono effetti legati alla dose e, nella maggior parte dei casi, reversibili. Ma il dato sul fegato è uno dei motivi per cui le autorità invitano alla prudenza.
Le interazioni con i farmaci
Il CBD viene trasformato dal fegato attraverso un gruppo di enzimi chiamati citocromo P450, gli stessi che metabolizzano molti farmaci comuni. Questo significa che può aumentare o ridurre la quantità di alcuni farmaci nel sangue. Le interazioni più studiate riguardano anticoagulanti come il warfarin e antiepilettici come il clobazam. Con il valproato, invece, il problema osservato è soprattutto un aumento degli enzimi del fegato. Chi segue una terapia, di qualsiasi tipo, dovrebbe parlarne con il medico o con il farmacista prima di usare prodotti a base di CBD.

Cosa dice l'EFSA
L'Autorità europea per la sicurezza alimentare valuta il CBD come possibile novel food, cioè come ingrediente di alimenti e integratori. Nel 2022 aveva concluso che i dati disponibili non bastavano a stabilirne la sicurezza, indicando possibili effetti su fegato, apparato digerente, sistema endocrino e sistema nervoso. A febbraio 2026 ha fissato un livello di sicurezza provvisorio di 0,0275 mg per chilo di peso corporeo al giorno, circa 2 mg al giorno per un adulto di 70 chili. È un valore molto prudente, riferito a ipotetici integratori con CBD purissimo non ancora autorizzati, e non riguarda i cosmetici né è un'indicazione d'uso. Per chi ha meno di 25 anni, in gravidanza o allattamento e per chi assume farmaci, l'EFSA ritiene che la sicurezza non possa essere stabilita.
Chi deve fare più attenzione
Sulla base di queste fonti, le situazioni in cui la prudenza è d'obbligo sono abbastanza chiare: gravidanza e allattamento, per mancanza di dati; minorenni e giovani adulti; persone che assumono farmaci, per il rischio di interazioni; persone con problemi al fegato. E vale per tutti una regola di buon senso: il CBD non sostituisce terapie o diagnosi.
E i prodotti per la pelle?
Nei cosmetici il CBD viene applicato sulla pelle e non agisce come un prodotto assunto per bocca. Come per qualsiasi cosmetico, il rischio principale è una reazione locale, come arrossamento o irritazione, soprattutto in chi ha la pelle sensibile o è allergico a qualche componente della formula. Prima di usarne uno nuovo conviene provarlo su una piccola zona e controllare sempre l'elenco degli ingredienti. Su come scegliere e leggere le analisi trovi tutto nella nostra guida all'acquisto del CBD.
CBD e THC non sono la stessa cosa
Molti timori nascono dalla confusione tra i due. Il CBD non ha l'effetto inebriante del THC. Alcuni prodotti a base di canapa possono però contenere tracce di THC, e questo conta per esempio in caso di test antidroga: ne parliamo nell'articolo su CBD e test salivare. Le differenze tra le due molecole sono spiegate nella pagina sul THC.
Domande frequenti
Il CBD ha effetti collaterali?
Sì, come qualsiasi sostanza attiva. Negli studi clinici, a dosi molto alte, i più frequenti sono stati sonnolenza, calo dell'appetito, disturbi gastrointestinali e aumento degli enzimi epatici.
Il CBD crea dipendenza?
Secondo la revisione dell'OMS del 2018, il CBD non mostra potenziale di abuso o di dipendenza.
Il CBD interagisce con i farmaci?
Sì, perché usa gli stessi enzimi del fegato di molti farmaci. Chi è in terapia deve parlarne con il medico o il farmacista.
Si può usare il CBD in gravidanza?
Le autorità sanitarie lo sconsigliano, perché mancano dati sulla sicurezza in gravidanza e allattamento.
I cosmetici al CBD sono sicuri?
Come tutti i cosmetici conformi, sono pensati per l'uso sulla pelle. Il rischio principale è una reazione locale: meglio provarli prima su una piccola zona.
Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consiglio medico. I prodotti Mister Canapa non sono medicinali e non sono destinati a prevenire o curare alcuna condizione. In caso di gravidanza, allattamento, malattie o terapie in corso, rivolgiti al medico prima di usare qualsiasi prodotto a base di canapa. Prodotti riservati ai maggiorenni.
Revisione: staff Mister Canapa, Milano Bovisa.

