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Franco Casalone: il Guru della Canapa italiana (1959–2023)

 

Il 17 settembre 2023, il mondo della canapa italiana perde la sua figura più importante. Franco Casalone — conosciuto da tutti come il Guru della Canapa — se ne va a 64 anni dopo una vita interamente dedicata alla pianta di cannabis: alla sua coltivazione, allo studio dei suoi principi attivi, alla diffusione della conoscenza e alla battaglia contro un proibizionismo che considerava ingiusto, irrazionale e dannoso.

Poche figure in Italia hanno avuto un impatto così profondo e duraturo su un settore. Questa è la sua storia — e il motivo per cui, a quasi tre anni dalla sua scomparsa, il suo nome continua a circolare ogni volta che si parla di cannabis in Italia.

Le radici: il Monferrato e la terra

Franco Casalone nasce nel 1959 in una famiglia di agricoltori nel Monferrato piemontese — una delle zone d'Italia con la tradizione agricola più antica e radicata. Crescere a contatto con la terra significa capire le piante non come prodotti da scaffale ma come organismi vivi, con cicli, esigenze e potenzialità proprie. È in questo contesto che Franco incontra per la prima volta la cannabis — e quella che inizia come curiosità diventa presto una passione totalizzante e poi una missione.

Come molti giovani della sua generazione, si mobilita contro le ingiustizie che percepisce attorno alla pianta — una pianta coltivata per millenni, usata in medicina, nell'industria tessile e nell'alimentazione, improvvisamente dichiarata fuorilegge da norme che lui considera ideologiche e scientificamente infondate. Ma a differenza di molti, non si ferma all'indignazione. Studia, sperimenta, documenta, scrive.

Trent'anni di attivismo, libri e conferenze

Per oltre trent'anni, Franco Casalone è stato la voce più autorevole e coerente dell'attivismo pro-cannabis in Italia. Non un attivista da tastiera o da comizio — un uomo di campo, nel senso più letterale: coltivatore, sperimentatore, formatore.

Le sue attività principali si sviluppano su più fronti paralleli:

  • I libri — ha scritto alcune delle opere di riferimento sulla cannabis in lingua italiana, affrontando sia gli aspetti botanici e agronomici che quelli storici, terapeutici e politici della pianta
  • Le conferenze e i workshop — per anni ha girato l'Italia portando la sua conoscenza enciclopedica in contesti molto diversi: grow shop, università, associazioni culturali, eventi di settore. Il suo obiettivo era sempre lo stesso: abbattere i pregiudizi con i dati
  • La coltivazione sperimentale — ha coltivato cannabis per decenni, studiando varietà, tecniche di coltivazione, profili di cannabinoidi. Era il tipo di conoscenza pratica che non si acquisisce sui libri ma con le mani nella terra, anno dopo anno
  • La cannabis terapeutica — si è esposto in prima persona per sostenere il diritto dei pazienti ad accedere alla cannabis come terapia, collaborando con associazioni legate sia alla promozione sociale che alla produzione industriale

Il mandato di arresto del 2020 e la battaglia legale

Nel 2020, nei confronti di Franco Casalone viene emesso un mandato di arresto. Una vicenda giudiziaria che racconta meglio di qualsiasi discorso il paradosso del quadro normativo italiano sulla cannabis: un uomo che aveva dedicato la vita allo studio e alla divulgazione di una pianta si trovava perseguito dalla legge per attività che in molti Paesi europei erano già pienamente legali.

Franco non si è mai nascosto. Ha continuato a parlare pubblicamente, a difendere le proprie posizioni, a sostenere che la sua attività fosse non solo legittima ma necessaria. La vicenda giudiziaria ha in qualche modo amplificato la sua visibilità, portando la sua storia all'attenzione di un pubblico più ampio e alimentando il dibattito nazionale sul proibizionismo.

Il suo lascito: cosa rimane nel 2026

Franco Casalone ci ha lasciato nel momento in cui il settore che aveva contribuito a costruire stava attraversando la sua crisi più profonda — pochi mesi dopo la sua scomparsa, l'emendamento 13.6 al DDL Sicurezza avrebbe dato il via alla stretta normativa che si sarebbe conclusa con il Decreto Sicurezza del 2025.

C'è qualcosa di simbolicamente pesante in questo timing. Franco aveva passato trent'anni a costruire un terreno culturale e scientifico per la normalizzazione della cannabis in Italia. Aveva visto la nascita del mercato della cannabis light, la crescita dell'interesse per la cannabis terapeutica, l'apertura — lenta, faticosa ma reale — di un'opinione pubblica che aveva cominciato a ragionare sulla pianta con meno pregiudizi. E poi, all'alba della sua scomparsa, quella conquista culturale si scontrava con una risposta politica che sembrava voler cancellare tutto.

Eppure il suo lavoro rimane. I libri ci sono ancora. Le persone che ha formato continuano a lavorare nel settore. Le associazioni di categoria che combattono oggi per la sopravvivenza della filiera della canapa sono costruite in parte sulle fondamenta culturali che lui ha contribuito a gettare. E la battaglia che il Consiglio di Stato ha portato davanti alla Corte di Giustizia dell'UE — quella per il riconoscimento europeo della legittimità delle infiorescenze di canapa industriale — è esattamente la battaglia che Franco aveva combattuto per decenni con altri strumenti.

Perché Mister Canapa gli dedica un Weed Coin

Nella nostra rubrica Weed Coin dedichiamo un articolo alle figure che hanno ispirato la cultura della canapa — persone che, con il proprio lavoro e il proprio coraggio, hanno contribuito a costruire il mondo in cui operiamo. Franco Casalone è il più ovvio dei nomi italiani su questa lista.

Non siamo neutrali su questo. Franco era un pioniere, un uomo che ha pagato in prima persona il costo di credere in qualcosa prima che fosse accettato. Il settore della cannabis in Italia esiste in parte grazie a lui — alla sua ostinazione, alla sua competenza, alla sua disponibilità a spiegare ancora una volta, a chiunque volesse ascoltare, perché quella pianta meritasse rispetto e non persecuzione.

Ci manca. E il suo nome merita di essere ricordato ogni volta che si parla di cannabis in Italia.

→ La storia della cannabis in Italia: Cannabis light in Italia: storia di un mercato dal 2016 ad oggi
→ La storia globale della canapa: Canapa: 10.000 anni di storia in compagnia dell'umanità
→ Il libro sulla storia della canapa: Canapa. Una storia incredibile di Matteo Gracis

Domande frequenti su Franco Casalone

Chi era Franco Casalone?

Franco Casalone (1959–2023) era il più importante attivista, coltivatore e divulgatore della cultura della cannabis in Italia. Originario del Monferrato piemontese, ha dedicato oltre trent'anni alla coltivazione sperimentale, alla scrittura di libri e alla diffusione della conoscenza sulla cannabis, battendosi contro il proibizionismo e per il riconoscimento della cannabis terapeutica.

Perché veniva chiamato il Guru della Canapa?

Il titolo rifletteva la profondità e l'ampiezza della sua conoscenza sulla pianta — botanica, agronomia, storia, chimica dei cannabinoidi, politiche della droga. Era il punto di riferimento riconosciuto del settore in Italia: chi aveva una domanda seria sulla cannabis, si rivolgeva a Franco Casalone.

Cosa ha scritto Franco Casalone?

Ha scritto diversi libri sulla cannabis in italiano — tra le opere di riferimento più importanti disponibili nella nostra lingua su botanica, coltivazione, storia e usi terapeutici della pianta. I suoi testi rimangono tra i più consultati dagli operatori del settore.

Quando è morto Franco Casalone?

Franco Casalone è scomparso il 17 settembre 2023, all'età di 64 anni.

Questo articolo è un omaggio editoriale a Franco Casalone. Le informazioni biografiche si basano su fonti pubbliche disponibili. Mister Canapa esprime la propria gratitudine per il lavoro di questa figura fondamentale per la cultura della canapa italiana.