A giugno 2024, quando l'emendamento 13.6 al DDL Sicurezza venne accantonato dopo una mobilitazione senza precedenti del settore, sembrava una vittoria. Non lo era. Quello che seguì nei dodici mesi successivi fu uno degli scontri normativi più duri che il comparto della canapa italiana abbia mai affrontato — e si concluse con il Decreto Sicurezza, convertito in legge il 9 giugno 2025, che ha di fatto riscritto le regole del gioco per cannabis light e CBD in Italia.
Questa è la storia completa, dall'inizio alla fine.

Cos'era l'emendamento 13.6 e perché era pericoloso
L'emendamento 13.6 era una proposta inserita nel DDL Sicurezza del governo Meloni che puntava a equiparare la canapa industriale — e quindi la cannabis light — alla cannabis ad alto contenuto di THC. In pratica, avrebbe classificato come stupefacente anche la cannabis con THC inferiore allo 0,5%, rendendo illegali infiorescenze, estratti e prodotti derivati che fino a quel momento erano venduti legalmente ai sensi della Legge 242/2016.
Le conseguenze stimate erano concrete e immediate: a rischio c'erano circa 3.000 aziende e oltre 10.000 posti di lavoro in tutta Italia, secondo le stime delle associazioni di categoria. Canapa Sativa Italia, Imprenditori Canapa Italia, Resilienza Italia Onlus e Sardinia Cannabis denunciarono anche la possibile violazione delle normative comunitarie — in particolare la libera circolazione delle merci e la Politica Agricola Comune — e scrissero alla Commissione Europea chiedendo un intervento urgente.
La mobilitazione: conferenze stampa, lettere all'Europa e adesione di Mister Canapa
La reazione del settore fu immediata e coordinata. Alla Camera dei Deputati si tenne una conferenza stampa organizzata dall'On. Matteo Mauri, Vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali, con rappresentanti di tutte le principali associazioni di settore. L'obiettivo era documentare i danni economici e normativi che l'emendamento avrebbe prodotto e portare il tema all'attenzione parlamentare.
Anche Mister Canapa aderì all'iniziativa, unendosi alla richiesta collettiva di intervento urgente alla Commissione Europea. In quei giorni il settore si muoveva compatto come raramente era accaduto prima.
La pressione funzionò — almeno in un primo momento. L'emendamento 13.6 venne accantonato. Ma il DDL Sicurezza continuò il suo iter.
L'estate 2024: l'emendamento torna e passa in commissione di notte
Il 1° agosto 2024, nella notte, le commissioni congiunte Affari Costituzionali e Giustizia della Camera approvarono una versione rivista dell'emendamento sulla cannabis light, reintegrandolo nel DDL Sicurezza. La reazione fu immediata: Riccardo Magi di +Europa parlò di "furia ideologica" del governo, mentre le associazioni di settore tornarono a denunciare la violazione delle normative europee davanti al Parlamento Europeo con una petizione formale, a cui aderirono anche l'European Industrial Hemp Association (EIHA) e l'organizzazione francese UPCBD.
Nello stesso periodo, un altro fronte si apriva: il decreto del Ministero della Salute del 27 giugno 2024 aveva inserito le composizioni orali di CBD nella Tabella dei medicinali stupefacenti (sezione B), richiedendo ricetta medica non ripetibile per la loro vendita. Il TAR del Lazio sospese il decreto su ricorso di Imprenditori Canapa Italia, ma il governo impugnò la sospensione davanti al Consiglio di Stato.

2025: dal DDL al Decreto, la ghigliottina cade
All'inizio del 2025 sembrava ancora possibile modificare il DDL Sicurezza prima del voto finale. La Commissione Bilancio del Senato aveva sollevato dubbi sulle coperture finanziarie, aprendo uno spiraglio per una terza lettura alla Camera. Ma la Lega si oppose a qualsiasi modifica, e il governo trasformò il DDL in decreto-legge per accelerarne l'approvazione senza passare da ulteriori letture parlamentari.
Il Decreto Sicurezza (D.L. 48/2025) entrò in vigore il 12 aprile 2025 e venne convertito senza emendamenti nella Legge 80/2025 il 9 giugno 2025. Le disposizioni sulla canapa light rimasero invariate: le infiorescenze di cannabis con THC inferiore allo 0,5% venivano di fatto equiparate agli stupefacenti ai fini penali, rendendo illegale la loro commercializzazione.
La Cassazione smonta il decreto: "colpisce ingiustamente la canapa industriale"
Il 23 giugno 2025 — appena due settimane dopo la conversione in legge — l'Ufficio del Massimario della Corte Suprema di Cassazione pubblicò la Relazione n. 33/2025, prima lettura tecnica complessiva del Decreto Sicurezza. Il documento demolì punto per punto l'impianto normativo sulla canapa, concludendo che il decreto "colpisce ingiustamente la canapa industriale" e sollevando seri dubbi di compatibilità con il diritto europeo e con la giurisprudenza della Corte di Giustizia UE (sentenza C-663/18), che vieta di impedire la vendita di CBD legale in assenza di evidenze scientifiche di rischio per la salute pubblica.
In parallelo, i tribunali di merito hanno iniziato a produrre sentenze favorevoli al settore: dissequestri di merce, assoluzioni e richiami espliciti al primato del diritto europeo. Il fronte giurisprudenziale si è rivelato significativamente più favorevole rispetto alle aspettative iniziali, anche se la partita non è ancora chiusa — il Consiglio di Stato deve ancora pronunciarsi sul ricorso dei Ministeri contro la sospensione del decreto CBD.

Il quadro attuale: cosa è legale oggi in Italia
Dopo il Decreto Sicurezza 2025, la situazione normativa è la seguente:
- Infiorescenze di cannabis light — la commercializzazione è vietata dal decreto, ma molti tribunali stanno disapplicando la norma richiamando il diritto UE. La situazione è ancora in evoluzione giudiziaria
- CBD orale da estratti — richiede ricetta medica non ripetibile (Tabella B stupefacenti); la vendita libera è sospesa in attesa del pronunciamento definitivo del Consiglio di Stato
- Cosmetici al CBD — non soggetti a restrizioni, regolarmente in vendita
- Alimenti alla canapa (semi, farina, proteine) — non soggetti a restrizioni, regolarmente in vendita
- Coltivazione di canapa industriale da semi certificati per fini tessili, alimentari e industriali — consentita ai sensi della Legge 242/2016
- Cannabis terapeutica — esclusa esplicitamente dal campo di applicazione del decreto, regolarmente prescrivibile
→ Approfondisci: Cannabis legale in Italia 2026: cosa è permesso e cosa no
→ Approfondisci: Cannabis terapeutica in Italia: come funziona e come accedervi
Domande frequenti sull'emendamento 13.6 e il Decreto Sicurezza
L'emendamento 13.6 è diventato legge?
Non nella sua forma originale, ma nella sostanza sì. Dopo l'accantonamento del giugno 2024, una versione rivista fu reintrodotta nel DDL Sicurezza, approvata in commissione a agosto 2024 e infine confluita nel Decreto Sicurezza (D.L. 48/2025), convertito in legge il 9 giugno 2025.
La cannabis light è diventata illegale in Italia?
Il Decreto Sicurezza 2025 ne vieta la commercializzazione equiparandola agli stupefacenti ai fini penali. Tuttavia, diversi tribunali italiani stanno disapplicando la norma richiamando il primato del diritto europeo e la giurisprudenza della Corte di Giustizia UE. La situazione è ancora oggetto di contenzioso giudiziario attivo.
Cosa ha detto la Cassazione sul Decreto Sicurezza e la canapa?
Il 23 giugno 2025 l'Ufficio del Massimario della Corte di Cassazione ha pubblicato una relazione tecnica (n. 33/2025) che critica duramente le disposizioni del decreto sulla canapa industriale, definendole incompatibili con il diritto europeo e con la giurisprudenza della CGUE. Questa relazione sta influenzando le sentenze dei tribunali di merito in tutto il Paese.
Il CBD in olio è ancora legale in Italia?
Il CBD orale ottenuto da estratti di cannabis richiede ora ricetta medica non ripetibile (Tabella B). Il Consiglio di Stato deve ancora pronunciarsi definitivamente sul ricorso contro il decreto del Ministero della Salute del giugno 2024. I cosmetici e gli alimenti alla canapa non sono interessati da queste restrizioni.
Questo articolo ha scopo puramente informativo e divulgativo. Il quadro normativo descritto si riferisce alla situazione aggiornata a maggio 2026 ed è soggetto a ulteriori evoluzioni giudiziarie e legislative. Non costituisce consulenza legale. Per informazioni aggiornate sui prodotti disponibili da Mister Canapa, visita le pagine delle singole categorie o contattaci direttamente.

