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DDL Sicurezza e cannabis light: la nostra posizione

Nella notte tra il 31 luglio e il 1° agosto 2024, mentre la maggior parte delle persone dormiva, le commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera hanno approvato un emendamento al DDL Sicurezza che equiparava di fatto la cannabis light alla cannabis illegale. Lo abbiamo saputo all'alba, come migliaia di altri operatori del settore. Era una di quelle notizie che non vuoi leggere.

A quasi due anni di distanza, quella notizia si è trasformata in legge — il Decreto Sicurezza (D.L. 48/2025), convertito il 9 giugno 2025 — e il settore ne porta ancora le conseguenze. Vogliamo spiegare la nostra posizione su quello che è successo, su quello che pensiamo della normativa e su dove siamo oggi.

Quello che è successo quella notte

L'emendamento approvato in commissione proponeva di intervenire sulla Legge 242/2016 — la norma che dal 2016 aveva permesso la nascita e la crescita del mercato della cannabis light in Italia — per vietare la raccolta, l'essicazione e la commercializzazione delle infiorescenze di canapa industriale per usi diversi da quelli strettamente industriali.

In pratica: tutto ciò che aveva reso possibile il mercato della cannabis light — le infiorescenze, gli estratti, i kit, i prodotti per il benessere a base di CBD — veniva di colpo trasformato in qualcosa di penalmente rilevante, equiparato alla cannabis con THC.

Le reazioni furono immediate. Riccardo Magi di +Europa parlò di "furia ideologica" del governo, che aveva cancellato una filiera tutta italiana con 11mila posti di lavoro. Coldiretti denunciò che la misura metteva a rischio la sopravvivenza di un intero comparto dove sono impegnati tanti giovani agricoltori, con circa 4mila ettari coltivati e un peso significativo sull'export. Il presidente di Federcanapa Beppe Croce definì il provvedimento "assurdo e irresponsabile", avvertendo che in caso di approvazione definitiva il governo si sarebbe trovato "a mal partito con la magistratura italiana ed europea".

Aveva ragione.

La nostra posizione, allora e adesso

Quando quella notizia uscì, la nostra prima reazione fu pratica: capire cosa cambiava, cosa potevamo ancora fare, come tutelare i nostri clienti e la nostra attività. La seconda fu più lenta ma più importante: capire cosa pensavamo davvero di quello che stava succedendo.

Lo diciamo chiaramente, perché riteniamo che chi opera in questo settore abbia il dovere di farlo: quella norma era sbagliata. Non perché ci danneggiasse economicamente — anche se lo faceva — ma perché era costruita su premesse false e produceva conseguenze sproporzionate rispetto a qualsiasi obiettivo di salute pubblica razionalmente perseguibile.

La cannabis light con THC ≤ 0,5% non produce effetti psicoattivi. Non è una droga. Non ha mai fatto parte di nessuna lista di sostanze pericolose nella letteratura scientifica internazionale. L'obiettivo dichiarato della norma — "evitare che l'assunzione di prodotti da infiorescenza della canapa possa favorire alterazioni dello stato psicofisico" — non reggeva al confronto con i dati disponibili, né con la giurisprudenza della Corte di Giustizia UE che già nel 2020 aveva stabilito che il CBD non può essere trattato come stupefacente.

foglia cannabis

Cosa è cambiato dal 2024 ad oggi

L'emendamento di agosto 2024 era solo l'inizio. La storia completa è lunga e tortuosa — la trovate in dettaglio nell'articolo dedicato — ma i punti principali sono questi.

Il DDL Sicurezza è diventato decreto e poi legge: il Decreto Sicurezza (D.L. 48/2025) è entrato in vigore il 12 aprile 2025 ed è stato convertito in Legge 80/2025 il 9 giugno 2025. Le disposizioni sulla canapa light sono rimaste invariate.

La magistratura ha risposto più forte del previsto. Il 23 giugno 2025, l'Ufficio del Massimario della Corte di Cassazione ha pubblicato la Relazione n. 33/2025, che critica duramente il decreto definendolo incompatibile con il diritto europeo. I tribunali di merito hanno iniziato a produrre sentenze favorevoli agli operatori. A novembre 2025, il Consiglio di Stato ha rinviato la questione alla Corte di Giustizia dell'UE — una mossa che potrebbe cambiare tutto, con sentenza attesa entro uno o due anni.

Nel frattempo, a dicembre 2025 un emendamento parlamentare ha proposto di regolarizzare la vendita di infiorescenze attraverso i Monopoli di Stato con un'imposta del 40%. Non è ancora legge, ma il segnale è chiaro: anche all'interno della maggioranza qualcuno ha capito che la strada della repressione totale non porta da nessuna parte.

Cosa facciamo noi oggi

Mister Canapa esiste dal 2018. Abbiamo attraversato la sentenza Cassazione del 2019, il Covid, la crisi del mercato del 2022-2023, e ora questa. Ogni volta abbiamo scelto la stessa direzione: restare, adattarci, essere trasparenti con i nostri clienti.

Continuiamo a operare vendendo i prodotti consentiti dalla normativa vigente: cosmetici alla canapa, alimenti, accessori smoking, oli CBD conformi, prodotti per il benessere e per gli animali. Sui prodotti cannabis-derivati soggetti al decreto, aggiorniamo la nostra offerta in tempo reale seguendo l'evoluzione giudiziaria.

Non facciamo promesse che non possiamo mantenere e non vendiamo prodotti che oggi sono in una zona di rischio legale senza dichiararlo. È il minimo che possiamo fare per chi si fida di noi.

Cosa pensiamo del futuro

Il mercato europeo si muove in una direzione — legalizzazione, regolamentazione, tassazione, riduzione del danno. La Germania ha legalizzato nel 2024. La Corte di Giustizia UE ha già stabilito che il CBD non è uno stupefacente. Il mercato illecito, come dimostrano i dati EUDA, vale 12 miliardi di euro l'anno e non viene scalfito dalla repressione del mercato legale — anzi, ne beneficia.

L'Italia sta andando controcorrente. Può farlo per un po'. Non per sempre.

Noi siamo qui, nel frattempo. Con il negozio aperto a Milano Bovisa, gli ordini spediti ogni giorno, le analisi di laboratorio pubblicate per ogni lotto, e la stessa convinzione del primo giorno: che la canapa sia una risorsa straordinaria e che valga la pena difenderla con i fatti, non solo con le parole.

→ La storia completa della normativa: Emendamento 13.6 e Decreto Sicurezza — cronologia completa
→ Cosa è legale oggi: Cannabis terapeutica in Italia: come funziona e come accedervi
→ Il confronto con il Canada: 7 anni di cannabis legalizzata in Canada — il bilancio

Questo articolo esprime la posizione editoriale di Mister Canapa sul quadro normativo della cannabis light in Italia. Non costituisce consulenza legale. La situazione normativa è in evoluzione — per aggiornamenti contattaci direttamente.