CBG e cancro: le ultime scoperte sulla possibile azione antitumorale del CBD

CBG e cancro: le ultime scoperte sulla possibile azione antitumorale del CBD

Il cannabigerolo (CBG) è uno dei cannabinoidi minori della pianta di canapa che negli ultimi anni ha attirato un'attenzione crescente da parte della comunità scientifica. Tra le aree di ricerca più attive c'è quella oncologica: alcuni studi preclinici hanno esplorato come questo composto interagisce con le cellule tumorali in laboratorio e in modelli animali. I risultati sono considerati interessanti dalla comunità scientifica, ma è fondamentale capire esattamente cosa dicono, e soprattutto cosa non dicono ancora, prima di trarre conclusioni.

Cos'è il CBG?

Il CBG, o cannabigerolo, è spesso definito il "cannabinoide madre": è il precursore da cui si formano, durante la crescita della pianta, gli altri cannabinoidi principali come il THC e il CBD. Si trova in concentrazioni relativamente basse nelle varietà di canapa mature, il che ha reso la sua estrazione e lo studio costosi e complessi fino a pochi anni fa.

Come il CBD, il CBG non è psicoattivo. Interagisce con il sistema endocannabinoide in modo diverso rispetto al CBD: si lega in modo più diretto ai recettori CB1 e CB2, con interazioni particolarmente rilevanti con il CB2, presente in alta concentrazione nel sistema immunitario. Una review completa pubblicata sulla rivista Molecules nel 2024 ha mappato il profilo farmacologico attuale del CBG, identificando diverse aree di interesse scientifico che includono attività antinfiammatoria, neuroprotettiva e, appunto, potenziale interazione con le cellule tumorali.

Gli studi preclinici in oncologia: cosa hanno trovato

La ricerca sul CBG in campo oncologico si è finora svolta prevalentemente in vitro (su colture cellulari) e su modelli animali. I meccanismi biologici proposti e studiati includono:

  • Induzione dell'apoptosi: alcune ricerche hanno osservato che il CBG può attivare il processo di morte cellulare programmata nelle cellule tumorali in coltura, un meccanismo di interesse perché molte cellule cancerose hanno sviluppato resistenza a questo processo
  • Riduzione della proliferazione cellulare: in certi modelli di laboratorio, il CBG ha mostrato la capacità di rallentare la moltiplicazione delle cellule tumorali
  • Inibizione dell'angiogenesi: alcuni studi hanno esplorato la capacità del CBG di interferire con la formazione di nuovi vasi sanguigni che alimentano la crescita dei tumori
  • Interazione con le cellule staminali tumorali: in modelli di glioblastoma, una forma aggressiva di tumore cerebrale, ricercatori hanno studiato come il CBG interagisce con le cellule staminali responsabili della recidiva

Uno studio del 2014, pubblicato su Carcinogenesis da ricercatori dell'Università di Napoli Federico II, ha esaminato il CBG su modelli di cancerogenesi del colon, trovando risultati considerati promettenti in quel contesto sperimentale.

La revisione sistematica più ampia mai condotta sui cannabinoidi in oncologia, pubblicata su Frontiers in Oncology nell'aprile 2025 e basata sull'analisi di oltre 10.000 studi scientifici, ha rilevato un corpus significativo di dati preclinici favorevoli sull'interazione dei cannabinoidi con la crescita tumorale. Il 75% dei lavori esaminati ha segnalato segnali potenzialmente interessanti. Il rapporto sottolinea però con chiarezza che si tratta prevalentemente di dati preclinici, e che sono necessari studi clinici controllati su larga scala per poter trarre qualsiasi conclusione sull'efficacia nell'uomo.

Il divario critico tra studi preclinici e applicazione clinica

Questo è il punto più importante da comprendere, e quello più spesso trascurato nella comunicazione popolare sul CBG e i cannabinoidi in oncologia.

Che un composto mostri effetti su cellule tumorali in laboratorio, o su tumori indotti in modelli animali, non significa che funzioni come trattamento oncologico nell'essere umano. La storia della ricerca farmacologica è piena di molecole che hanno dimostrato effetti antitumorali impressionanti in vitro e nei modelli preclinici, senza poi tradursi in terapie efficaci o sicure per i pazienti.

Il percorso dalla scoperta preclinica all'approvazione clinica richiede tipicamente anni o decenni di sperimentazione: studi di fase I per la sicurezza, studi di fase II per l'efficacia, studi di fase III su larga scala per la validazione. Per il CBG in oncologia, nessuno studio clinico sull'uomo ha ancora validato un uso come trattamento, come supporto o come complemento a terapie oncologiche standard.

Come sintetizza efficacemente la review su Molecules del 2024: le evidenze più solide sul CBG sono ancora precliniche, i dati sull'uomo stanno emergendo ma restano complessivamente limitati.

Perché questo non significa che la ricerca non sia rilevante

Descrivere con onestà i limiti delle evidenze attuali non equivale a sminuire l'interesse scientifico del CBG. Le ricerche in corso sono genuine e seguono metodi rigorosi: il fatto che vengano condotte da università e istituti di ricerca internazionali è già di per sé significativo.

Quel che è utile tenere presente è la differenza tra "un'area di ricerca attiva e promettente" e "un trattamento efficace per il cancro". La prima affermazione è supportata dai dati; la seconda no, almeno non ancora. Il CBG è un composto di grande interesse scientifico, e la ricerca oncologica è una delle aree dove questo interesse si sta esprimendo più concretamente. I risultati dei prossimi anni di studi clinici diranno molto di più su dove questo interesse si tradurrà in applicazioni concrete.

Cos'è il CBG nel contesto dei prodotti Mister Canapa

Gli oli Full Spectrum della linea Obiettivo Benessere di Mister Canapa, come molti oli CBD di qualità, contengono naturalmente CBG tra i cannabinoidi minori del profilo della pianta, insieme a CBC, CBN e altri composti. Questa presenza è una delle ragioni per cui si parla di "effetto entourage" negli oli a spettro completo: l'interazione tra i vari composti della pianta, un'ipotesi di ricerca ancora in fase di studio.

Non vendiamo CBG come trattamento né come supporto oncologico, né sarebbe corretto farlo nell'attuale stato delle evidenze scientifiche. Ciò che possiamo fare è raccontare lo stato reale della ricerca, con tutta la sua complessità.

Questo articolo ha finalità puramente informative e divulgative. Non costituisce consulenza medica né oncologica. Chiunque stia affrontando una patologia oncologica deve rivolgersi esclusivamente al proprio medico oncologo per decisioni terapeutiche. Non esistono, allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, evidenze cliniche validate che supportino l'uso del CBG o di altri cannabinoidi come trattamento del cancro nell'essere umano.