Il cannabidiolo (CBD) è diventato uno degli ingredienti più discussi nel settore cosmetico. Presente in creme, sieri, oli e maschere di brand di ogni fascia, ha attraversato rapidamente la traiettoria da ingrediente di nicchia a protagonista degli scaffali beauty. Ma cosa sappiamo davvero del suo comportamento sulla pelle? E cosa distingue un prodotto cosmetico a base di CBD di qualità da uno che usa il cannabidiolo come semplice argomento di marketing?
Perché il CBD interessa la cosmetica
Il CBD è un composto non psicoattivo della Cannabis sativa L. con un profilo chimico che lo rende interessante per la formulazione cosmetica. A livello molecolare, presenta struttura liposolubile, che ne facilita la penetrazione negli strati superficiali della pelle, e un'affinità documentata con i recettori del sistema endocannabinoide presenti anche nel tessuto cutaneo, dove CB1 e CB2 sono stati identificati in cheratinociti, fibroblasti, melanociti e ghiandole sebacee.
Questa presenza di recettori endocannabinoidi nella pelle ha aperto una linea di ricerca cosmetica e dermatologica che negli ultimi anni ha prodotto una letteratura scientifica crescente, prevalentemente preclinica ma con alcune evidenze preliminari sull'uomo.
Cosa dice la ricerca: le proprietà cosmetiche documentate
È importante distinguere tra ciò che il CBD può fare come ingrediente cosmetico e ciò che appartiene al dominio medico-terapeutico. La normativa europea sui cosmetici (Regolamento UE 1223/2009, art. 20) vieta esplicitamente di attribuire ai prodotti cosmetici proprietà terapeutiche o medicinali. Detto questo, alcune proprietà del CBD nel contesto cosmetico sono supportate dalla letteratura disponibile.
Azione seboregolatrice
Uno degli studi più citati in questo ambito è quello di Oláh et al. (2014), pubblicato sul Journal of Clinical Investigation, che ha osservato come il CBD eserciti un'azione seboregolatrice sulle ghiandole sebacee umane in coltura, riducendo la produzione di sebo e modulando i processi infiammatori locali. Si tratta di un risultato su modello cellulare, non di uno studio clinico su pazienti, ma ha contribuito a orientare l'interesse della ricerca verso applicazioni cosmetiche per pelli grasse e miste.
Profilo antiossidante
Il CBD ha mostrato proprietà antiossidanti in diversi modelli di laboratorio, documentate da studi tra cui quelli citati in una review pubblicata su Molecules nel 2023. L'azione antiossidante è rilevante in cosmetica perché i radicali liberi, prodotti dall'esposizione a raggi UV, inquinamento e stress ossidativo, contribuiscono all'invecchiamento precoce della pelle e al deterioramento della barriera cutanea. Un ingrediente con profilo antiossidante documentato ha quindi una collocazione logica nelle formulazioni anti-age e protettive.
Idratazione e supporto alla barriera cutanea
L'olio di semi di canapa, spesso utilizzato come vettore nei cosmetici CBD, è ricco di acidi grassi omega-3 e omega-6 in un rapporto considerato ottimale per la pelle (3:1 circa), simile a quello naturalmente presente nello strato lipidico cutaneo. Questo contribuisce al mantenimento della barriera cutanea e all'idratazione. Le review cosmetiche più recenti, tra cui una pubblicata su Cosmetics nel 2024, sottolineano che la sinergia tra CBD e olio di semi di canapa come vettore è uno degli abbinamenti più logici dal punto di vista dermatologico.
La distinzione che conta: cosmetico vs terapeutico
È utile essere chiari su un punto che spesso viene sfumato nella comunicazione sui prodotti CBD per la pelle: un cosmetico non può trattare una malattia. Patologie come psoriasi, dermatite atopica, eczema o rosacea sono condizioni mediche che richiedono una diagnosi e, dove necessario, un trattamento dermatologico. Nessun prodotto cosmetico, inclusi quelli a base di CBD, è autorizzato a rivendicare di trattare queste condizioni.
Questo non significa che le ricerche in ambito dermatologico sul CBD non esistano: esistono, e alcune sono promettenti. Significa che appartengono a un dominio diverso da quello della cosmetica, con percorsi regolatori diversi (studi clinici, approvazione come farmaco o dispositivo medico). Un cosmetico CBD può comunicare effetti idratanti, seboregolativi, antiossidanti; non può comunicare effetti curativi su patologie cutanee.
Il mercato dei cosmetici CBD: come orientarsi
Il mercato dei cosmetici contenenti CBD è cresciuto rapidamente, con una proliferazione di prodotti di qualità molto disomogenea. Alcuni elementi concreti per valutare un prodotto:
- Concentrazione di CBD dichiarata in INCI: il nome INCI del cannabidiolo è "Cannabidiol". Prodotti che riportano "Cannabis Sativa Seed Oil" (olio di semi di canapa) senza CBD non contengono cannabidiolo: sono oli di canapa, ottimi ma privi del CBD. La differenza è sostanziale e non sempre comunicata chiaramente
- Certificato di analisi: un produttore serio rende disponibile l'analisi di laboratorio che conferma la concentrazione di CBD nel prodotto finito e l'assenza di THC sopra i limiti consentiti
- Vettore: in cosa è disciolto il CBD? L'olio MCT e l'olio di semi di canapa sono i vettori più comuni e scientificamente coerenti. Formulazioni con eccipiente lipidico di qualità favoriscono la stabilità e l'assorbimento del CBD negli strati superficiali della pelle
- Conformità al Regolamento UE 1223/2009: i cosmetici venduti nell'UE devono rispettare requisiti precisi di sicurezza, etichettatura e comunicazione. Diffida di prodotti con claim terapeutici espliciti su patologie: non sono conformi alla normativa europea
Il CBD nella cosmesi italiana: il quadro normativo
In Italia, i cosmetici contenenti CBD sono pienamente legali purché rispettino il Regolamento UE 1223/2009 e utilizzino CBD da Cannabis sativa L. certificata, con un contenuto residuo di THC nei limiti previsti. Il CBD come ingrediente cosmetico è inserito nel database CosIng della Commissione Europea con funzioni documentate di antiossidante, condizionante per la pelle e condizionante per i capelli.
La comunicazione dei cosmetici CBD deve restare nell'ambito degli effetti cosmetici consentiti, senza spingersi verso claim terapeutici o promesse su patologie. È una distinzione che vale per i produttori quanto per chi ne parla sul proprio blog.
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Questo articolo ha finalità puramente divulgative. Le informazioni sui prodotti cosmetici non sostituiscono il parere di un dermatologo. Per condizioni cutanee specifiche o patologie della pelle, consultare sempre uno specialista.
Fonti
- Oláh A, Tóth BI, Borbíró I, et al. Cannabidiol exerts sebostatic and antiinflammatory effects on human sebocytes. Journal of Clinical Investigation. 2014;124(9):3713-3724. PubMed
- Mounessa JS, Siegel JA, Dunnick CA, Dellavalle RP. The role of cannabinoids in dermatology. Journal of the American Academy of Dermatology. 2017;77(1):188-190.
- Palmieri B, Laurino C, Vadalà M. A therapeutic effect of CBD-enriched ointment in inflammatory skin diseases and cutaneous scars. Clinical Therapeutics. 2019;170(2):e93-e99.
- Regolamento UE 1223/2009 del Parlamento Europeo sui prodotti cosmetici. EUR-Lex
- Database CosIng — Cannabidiol. Commissione Europea

