Il 2 luglio 2024 l'Osservatorio Europeo delle Droghe e delle Tossicodipendenze (EMCDDA) ha cessato di esistere come tale, lasciando il posto a un'istituzione nuova con un mandato molto più ampio: la EUDA, l'Agenzia dell'Unione Europea per le Droghe. Un anno dopo, il 5 giugno 2025, EUDA ha pubblicato la sua prima grande Relazione europea sulla droga — la numero 30 della serie annuale. I dati sulla cannabis che emergono da questo documento ridisegnano il quadro europeo e, per l'Italia, offrono un elemento di riflessione scomodo: siamo il Paese con il consumo più alto di cannabis tra i giovani, eppure con una delle politiche più restrittive del continente.

Cos'è EUDA e perché è diversa dall'EMCDDA
La trasformazione da EMCDDA a EUDA non è stato un semplice rebranding. Il vecchio Osservatorio si limitava a raccogliere e pubblicare dati: un ruolo fondamentalmente passivo, di monitoraggio. La nuova agenzia ha un mandato proattivo, strutturato attorno a quattro funzioni principali:
- Prevenzione — anticipare i futuri problemi legati alle droghe e le loro conseguenze sociali e sanitarie
- Segnalazione — emettere avvisi in tempo reale quando sul mercato compaiono nuove sostanze o miscele ad alto rischio, attraverso un sistema europeo di allerta rapida
- Risposta — supportare l'UE e i singoli Stati membri nel rispondere in modo più efficace ed evidence-based alle minacce emergenti
- Apprendimento — facilitare lo scambio di conoscenze tra Paesi, favorendo politiche basate su dati concreti anziché su approcci ideologici
Tra le novità operative più significative figurano la creazione di una rete europea di laboratori forensi per l'analisi rapida delle nuove sostanze, un sistema di valutazione delle minacce per la salute e la sicurezza pubblica, e un'attenzione specifica al fenomeno del policonsumo — ovvero l'uso combinato di più sostanze, in crescita in tutta Europa e particolarmente difficile da monitorare con gli strumenti tradizionali.
La sede rimane a Lisbona, dove opera l'agenzia dal 1993 nelle sue varie incarnazioni.
La Relazione europea sulla droga 2025: i dati sulla cannabis
Il rapporto annuale pubblicato il 5 giugno 2025 dedica ampio spazio alla cannabis, confermandola come la sostanza illecita più consumata in Europa per distacco. I numeri principali:
- Circa 24 milioni di europei tra i 15 e i 64 anni hanno consumato cannabis nell'ultimo anno — pari all'8,4% della popolazione adulta
- Tra i giovani adulti dai 15 ai 34 anni la percentuale sale al 15,4%, con i giovani uomini che consumano il doppio rispetto alle donne
- Circa l'1,5% degli adulti europei dichiara un consumo quotidiano o quasi quotidiano — la fascia su cui si concentrano i maggiori rischi sanitari, in particolare quelli legati alla salute mentale
- Il mercato illecito della cannabis vale almeno 12,1 miliardi di euro l'anno, rappresentando la quota più ampia del mercato complessivo delle sostanze illecite nell'UE
- Il rapporto segnala livelli senza precedenti di violenza legata al mercato della cannabis in alcuni Stati membri, con reti di produzione e traffico sempre più aggressive
Sul fronte dell'offerta, il documento evidenzia una crescente diversificazione del mercato: accanto alla cannabis tradizionale (fiori, resina), si diffondono nuovi formati — prodotti edibili, concentrati, derivati sintetici — che rendono più difficile il monitoraggio e aumentano l'eterogeneità dei profili di consumo e di rischio.

Il paradosso italiano: primi per consumo, ultimi per politiche
Il dato più discusso del rapporto EUDA riguarda l'Italia. Secondo le rilevazioni riferite al 2024, l'Italia registra l'8,6% di consumo corrente di cannabis tra gli adolescenti di 15 e 16 anni — la percentuale più alta tra tutti i Paesi dell'Unione Europea. Seguono Croazia (20,3%) e Spagna (19,4%) tra i giovani in fascia 15-34 anni, ma è proprio sulla fascia adolescenziale che il dato italiano è più allarmante.
Il paradosso è evidente: l'Italia ha adottato negli ultimi anni alcune delle politiche più restrittive d'Europa in materia di cannabis — dal tentativo di classificare il CBD come stupefacente al Decreto Sicurezza del 2025 che ha di fatto vietato la cannabis light, fino all'inasprimento del Codice della Strada sui test salivari — eppure il consumo tra i giovani è il più elevato del continente. I Paesi con le percentuali più basse di consumo giovanile sono Portogallo (4,9%), Grecia (4,5%) e Ungheria (3,4%): tre contesti molto diversi tra loro, ma con un denominatore comune rappresentato da politiche di riduzione del danno più consolidate o da fattori socioculturali specifici.
Questo dato alimenta un dibattito che in Italia fatica ancora a trovare spazio politico: la repressione funziona come deterrente al consumo giovanile? I numeri EUDA sembrano suggerire di no.
Il mercato europeo della cannabis: verso la regolamentazione?
La Relazione EUDA 2025 dedica un capitolo specifico all'evoluzione delle politiche nei diversi Stati membri, riconoscendo che il panorama normativo europeo è sempre più frammentato e in rapido cambiamento. Da un lato ci sono Paesi come la Germania, che nel 2024 ha legalizzato il possesso e la coltivazione per uso personale e avviato i Cannabis Social Club; dall'altro Paesi come l'Italia, che si muovono in direzione opposta.
Il documento EUDA non prende posizione esplicita sulla legalizzazione, ma sottolinea l'urgente necessità di comprendere meglio i potenziali danni associati ai diversi modelli di consumo e le relative implicazioni in termini di politiche pubbliche. Un invito implicito a costruire le politiche sui dati — non sull'ideologia.
Un dato economico è particolarmente significativo in questo contesto: i 12,1 miliardi di euro del mercato illecito europeo della cannabis rappresentano risorse che finanziano reti criminali organizzate e transnazionali. La legalizzazione regolamentata — come dimostrano i dati canadesi a sette anni dall'entrata in vigore del Cannabis Act — è in grado di sottrarre una quota significativa di questo mercato al crimine organizzato, trasformandolo in entrate fiscali e occupazione legale.
→ Leggi anche: Canada: 7 anni di cannabis legalizzata. Cosa ha funzionato davvero?
EUDA e cannabis terapeutica: il ruolo del monitoraggio
Uno degli ambiti in cui il mandato allargato dell'EUDA è più rilevante per i pazienti italiani riguarda la cannabis terapeutica. La nuova agenzia ha avviato un sistema di monitoraggio delle prescrizioni mediche a base di cannabinoidi in tutta Europa, con l'obiettivo di raccogliere dati comparabili sull'efficacia terapeutica, sugli effetti collaterali e sui modelli prescrittivi nei diversi Paesi membri.
In Italia, dove l'accesso alla cannabis terapeutica rimane disomogeneo tra Regione e Regione e il dibattito sull'aggiornamento del DM 2015 è ancora aperto, i dati EUDA potrebbero fornire un supporto scientifico importante per uniformare i criteri di accesso a livello nazionale.
→ Leggi anche: Cannabis terapeutica in Italia: come funziona e come accedervi nel 2026
Domande frequenti su EUDA e cannabis in Europa
Cos'è l'EUDA e cosa fa?
L'EUDA (European Union Drugs Agency) è l'agenzia dell'Unione Europea per le droghe, nata il 2 luglio 2024 in sostituzione dell'EMCDDA. Ha sede a Lisbona e pubblica ogni anno la Relazione europea sulla droga. A differenza del suo predecessore, ha un mandato proattivo: non solo monitora il fenomeno delle droghe in Europa, ma emette avvisi di allerta rapida sulle nuove sostanze, supporta gli Stati membri nella risposta alle minacce emergenti e facilita lo scambio di buone pratiche.
Quante persone usano cannabis in Europa secondo EUDA?
Secondo la Relazione europea sulla droga 2025, circa 24 milioni di europei tra i 15 e i 64 anni hanno consumato cannabis nell'ultimo anno. Tra i giovani adulti dai 15 ai 34 anni la percentuale sale al 15,4%. Il consumo quotidiano o quasi quotidiano riguarda circa l'1,5% degli adulti europei.
L'Italia è davvero prima in Europa per consumo di cannabis tra i giovani?
Sì, secondo i dati EUDA riferiti al 2024. L'Italia registra l'8,6% di consumo corrente di cannabis tra gli adolescenti di 15 e 16 anni, la percentuale più alta nell'UE. Un dato che stride con le politiche sempre più restrittive adottate negli stessi anni dal governo italiano.
La cannabis light è considerata una droga dall'EUDA?
No. L'EUDA monitora le sostanze stupefacenti ai sensi delle convenzioni internazionali sulle droghe. La cannabis light — con THC ≤ 0,5%, priva di effetti psicoattivi — non rientra nelle sostanze sotto monitoraggio dell'agenzia e non è classificata come stupefacente dalla normativa europea. Le restrizioni italiane introdotte con il Decreto Sicurezza 2025 sono una scelta normativa nazionale, non un obbligo europeo.
Cosa dice EUDA sulla legalizzazione della cannabis?
L'EUDA non prende posizioni politiche esplicite sulla legalizzazione, ma il rapporto 2025 sottolinea l'urgenza di costruire politiche basate sui dati e di comprendere meglio i danni associati ai diversi modelli di consumo. Il documento riconosce che il panorama normativo europeo è in rapida evoluzione, con alcuni Paesi (come la Germania) che si muovono verso la regolamentazione e altri (come l'Italia) che adottano approcci più restrittivi.
→ Leggi anche: Canada: 7 anni di cannabis legalizzata — il bilancio
→ Leggi anche: Nuovo Codice della Strada e cannabis: cosa cambia davvero
→ Leggi anche: Cannabis in Europa: le leggi paese per paese
Questo articolo ha scopo puramente informativo e divulgativo. I dati citati sono tratti dalla Relazione europea sulla droga 2025 pubblicata dall'EUDA (European Union Drugs Agency) il 5 giugno 2025 e da fonti giornalistiche verificate. Mister Canapa commercializza esclusivamente prodotti legali ai sensi della normativa italiana vigente.

